Il futuro non è fatto di algoritmi, intelligenza artificiale ma di consapevolezza!

DIGITALE

Inizio ottobre ho partecipato all’incontro tenuto da Federico Faggin “L’uomo che vide il futuro”.

Un momento di riflessione profonda cui emerge un concetto chiave, la tecnologia non possiede una propria coscienza, in quanto non è altro che un insieme di informazioni e istruzioni formulate dall’ essere umano.

– Federico Faggin è l’inventore del primo microprocessore al mondo, che fa funzionare la tecnologia che usiamo ogni giorno. Da circa trent’anni ha scelto di dedicarsi allo studio della coscienza per spiegare quanto la vera comprensione passi attraverso l’esperienza diretta e la consapevolezza che ognuno di noi vive in prima persona. –

Ho letto con molto interesse i suoi libri:
“Silicio” e “Oltre l’invisibile. Dove la scienza e spiritualità si uniscono.”

In un’epoca in cui si teme che le macchine sostituiranno l’uomo, il suo messaggio ci ricorda che il calcolo appartiene alla tecnologia, ma il significato e l’empatia restano profondamente umani.

Condivido pienamente che la tecnologia sia uno strumento utile, però non potrà sostituire il valore dell’essere umano e la sua coscienza.