Una differenza interessante tra le testate dei quotidiani americani e italiani
Negli Stati Uniti molte testate utilizzano lo stile “Blackletter” (Old English) più ornamentale che richiama la scrittura gotica e la tradizione tipografica inglese risalente all’epoca della stampa a caratteri mobili.
In Italia le testate dei quotidiani utilizzano caratteri con le grazie, più classici, pensate per distinguere con chiarezza la propria identità visiva.
Negli ultimi anni alcune importanti testate come Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, hanno scelto di adottare famiglie di caratteri tipografici personalizzate, più leggibili sia su carta stampata che nel digitale.
Con o senza grazie?
Nel campo dell’editoria, libri, quotidiani e riviste, i testi vengono stampati da sempre con le grazie. Le “grazie” sono quei piccoli elementi che decorano i tratti finali delle singole lettere.
Una scelta legata alla tradizione delle antiche incisioni romane e alla leggibilità delle parole, facilmente riconoscibili nella lettura di lunghi testi.
Un altro aspetto, non trascurabile, riguarda la percezione nel comunicare eleganza, autorevolezza, classicità e affidabilità.
Tra i caratteri con le grazie (o graziati) più conosciuti e che hanno fatto la storia della comunicazione visiva troviamo: Baskerville, Bodoni, Garamond e Time New Roman. Ce ne sono tanti altri, la lista è davvero lunga.
Ancora oggi grand parte dei caratteri tipografici si dividono in due grandi famiglie: font con grazie (Serif) e font senza grazie (Sans Serif).

Digital designer – Creatività e comunicazione. Appassionata di arte, design e fotografia. Adoro camminare e fare yoga. Scelgo uno stile di vita più sano e sostenibile.




